<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="wordpress/wordpress-mu-1.2.5" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>Luoghi e Percorsi Veneti</title>
	<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor</link>
	<description>- Il blog del Coordinatore Scientifico di "Sentieri Didattici del Veneto" -</description>
	<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 19:37:30 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=wordpress-mu-1.2.5</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Seguendo la luce della Libertâˆšâ€ </title>
		<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/30/seguendo-la-luce-della-liberta-2/</link>
		<comments>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/30/seguendo-la-luce-della-liberta-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 23:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Torcellan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Provincia di Padova]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/30/seguendo-la-luce-della-liberta-2/</guid>
		<description><![CDATA[Nel 2005 Padova si âˆšÂ® arricchita di un monumento di pregio il Memorial &#8220;Memoria e Luce&#8221; dell&#8217;architetto Daniel Libeskind che ricorda le vittime dell&#8217;attentato dell&#8217;undici settembre 2001 al World Trade Center di New York. E&#8217; stato realizzato alle Porte Contarine, alla confluenza del Naviglio Interno col Piovego.

Si tratta di un percorso lungo una parete in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2005 Padova si âˆšÂ® arricchita di un monumento di pregio il Memorial &#8220;<a href="http://www.daniel-libeskind.com/projects/show-all/memoria-e-luce-911-memorial/"><u><strong>Memoria e Luce</strong></u></a>&#8221; dell&#8217;architetto <a href="http://www.daniel-libeskind.com/studio/daniel-libeskind/"><strong><u>Daniel Libeskind</u></strong></a> che ricorda le vittime dell&#8217;<strong>attentato dell&#8217;undici settembre 2001 al World Trade Center di New York</strong>. E&#8217; stato realizzato alle Porte Contarine, alla confluenza del Naviglio Interno col Piovego.
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/libeskind_2.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/libeskind_2_s.jpg" /></a></div>
<p>Si tratta di un percorso lungo una parete in vetro a zigzag di circa 50 metri e con unâ€šÃ„Ã´altezza variabile da 2 a 5 metri circa, che termina su un cuneo alto 17 metri, formato anchâ€šÃ„Ã´esso da due pareti di vetro a forma di libro aperto in cui âˆšÂ® stata posta una pagina metallica che sostiene <strong>un frammento di una trave delle macerie del World Trade Center</strong>.</p>
<p><a href="http://www.iguzzini.com/html/it/167.html"><strong><u>L&#8217;opera viene illuminata in modo suggestivo durante la notte</u></strong></a> e vuole simboleggiare <strong>il libro della Storia e la luce della Libertâˆšâ€ </strong>.<br />Il progetto originario prevedeva che il cuneo che contiene la trave fosse parzialmente immerso nelle acque del Piovego, ma tale soluzione si âˆšÂ® rivelata tecnicamente inattuabile e il monumento âˆšÂ® stato portato interamente sopra la riva assumendo cosâˆšÂ¨ una maggiore visibilitâˆšâ€  ed intrattenendo un maggior dialogo con gli edifici circostanti di cui, a seconda del punto di vista, nasconde parte, ma di cui peraltro riprende la verticalitâˆšâ€ .<br />La cosa ha determinato non poche polemiche, ma, al solito, poche sembrano guidate da effettive considerazioni estetiche ed architettoniche; prevale invece un approccio da cui traspare la ritrosia verso l&#8217;architettura contemporanea e una mentalitâˆšâ€  conservatrice orientata al &#8220;non fare&#8221;.<br />La critica piâˆšÏ€ ricorrente lascia quanto meno stupefatti: si rimproverâˆšâ€  a Libeskind di aver realizzato un&#8217;opera che non si relaziona al contesto.</p>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/libeskind_3.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/libeskind_3_s.jpg" /></a></div>
<p>Quel punto cosâˆšÂ¨ importante di Padova âˆšÂ® stato in realtâˆšâ€  massacrato negli anni del boom economico: il <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/29/citta-dacqua/"><u><b>Naviglio Interno</b></u></a> âˆšÂ® stato tombinato e le <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/29/citta-dacqua/"><strong><u>Porte Contarine</u></strong></a> sono state schiacciate da alti palazzoni. Il monumento, per quanto possibile, rimette ordine visivo in questo scorcio di Padova e afferma la necessitâˆšâ€  di intervenire per recuperare qualitâˆšâ€  estetica ad un tessuto urbano degradato.</p>
<p>Dovremmo dare ai nostri allievi il coraggio di guardare avanti e di esprimere nuove idee e progetti, la capacitâˆšâ€  di <b>conservare la memoria del passato</b>, ma, al contempo, anche di <b>puntare</b> <b>all&#8217;innovazione</b>: cosâˆšÂ¨ come fa questo monumento che vuole ricordare il dolore, ma che ridisegna la riva con un percorso di luce ed un gesto di libertâˆšâ€ .</p>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/libeskind_4.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/libeskind_4_s.jpg" /></a></div>
<p>Il contributo poetico di <a href="http://www.infolibro.it/specialerigoni.htm"><strong><u>Mario Rigoni Stern</u></strong></a>, riportato sulla parete a zigzag, interpreta meravigliosamente questo sentimento con una sensibilitâˆšâ€  veneta che, seguendo la luce della Libertâˆšâ€ , abbraccia New York e si apre all&#8217;universale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/30/seguendo-la-luce-della-liberta-2/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Cittâˆšâ€  d&#8217;acqua</title>
		<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/29/citta-dacqua/</link>
		<comments>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/29/citta-dacqua/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 20:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Torcellan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Provincia di Treviso]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia di Padova]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/29/citta-dacqua/</guid>
		<description><![CDATA[Il Veneto dei fiumi ha costruito i propri insediamenti contendendo alle acque il terreno. Le cittâˆšâ€ , soprattutto in pianura, hanno realizzato nel corso del tempo mirabili equilibri tra terra ed acqua. Purtroppo il boom economico degli anni &#8216;50 e &#8216;60 ha divorato terreni per destinarli ad attivitâˆšâ€  produttive e all&#8217;edificazione.I fiumi, che costituivano un tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Veneto dei fiumi ha costruito i propri insediamenti contendendo alle acque il terreno. Le cittâˆšâ€ , soprattutto in pianura, hanno realizzato nel corso del tempo mirabili equilibri tra terra ed acqua. Purtroppo il boom economico degli anni &#8216;50 e &#8216;60 ha divorato terreni per destinarli ad attivitâˆšâ€  produttive e all&#8217;edificazione.<br />I fiumi, che costituivano un tempo i principali accessi alle cittâˆšâ€  e diramandosi nei centri abitati in rogge e canali fornivano energia, acqua potabile e occasione di svago, sono stati costretti spesso in passaggi sotterranei e, a volte, interrati.<a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/marzenego.jpg"><br /></a>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/marzenego.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/mestre_0.jpg" alt="Mestre, rami del Marzenego" /></a></div>
<p>Persino Mestre, sul fiume <a href="http://www2.comune.venezia.it/mestre/crono/origini/marze.asp"><u><strong>Marzenego</strong></u></a> (<a href="http://www.mestre.it/pages/contenuti/index.php?content_id=103"><strong><u>ma non solo</u></strong></a>) e raggiungibile da Venezia attraverso il <a href="http://www2.comune.venezia.it/mestre/ter/cava.asp?ipo=&amp;C=&amp;Nuovo=1"><strong><u>Canal Salso</u></strong></a>, un tempo era una cittâˆšâ€  d&#8217;acqua, ma quasi non lo si ricorda piâˆšÏ€.<br /><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/treviso_1.jpg"></a>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/treviso_1.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/treviso_2.jpg" alt="Treviso, case sull'acqua nei pressi della Pescheria" /></a></div>
<p><strong><a href="http://www.parcosile.it/index.php?lan=1&amp;macrosez=parco&amp;sez=treviso&amp;acc=1"><u>Treviso</u></a></strong> invece, ha mantenuto quasi inalterata la sua struttura di cittâˆšâ€  d&#8217;acqua sulla confluenza tra <strong>Sile</strong> e <strong>Cagnan</strong>, come ricorda anche Dante nella Commedia, nel IX Canto del Paradiso, dando un saggio di conoscenza dell&#8217;idrografia e del territorio veneto degna di un geografo:</p>
<div align="center">&#8220;<em>E ciâˆšâ‰¤ non pensa la turba presente</em><br /><em>che Tagliamento e Adice richiude,</em><br /><em>nâˆšÂ© per esser battuta ancor si pente;              </em><br /><em></em><br /><em>ma tosto fia che Padova al palude</em><br /><em>cangerâˆšâ€  l&#8217;acqua che Vincenza bagna,</em><br /><em>per essere al dover le genti crude;</em><br /><em></em><br /><em>e dove Sile e Cagnan s&#8217;accompagna,</em><br /><em>tal signoreggia e va con la testa alta,</em><br /><em>che giâˆšâ€  per lui carpir si fa la ragna.</em>&#8220;</p>
<p>(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, IX, vv. 43-51)</div>
<p>Un Veneto d&#8217;acque quello che Dante descrive che non âˆšÂ® sempre cosâˆšÂ¨ facile ritrovare, ma che ai giovani va fatto scoprire seguendo i percorsi acquei ancora a cielo aperto, individuando quelli sotterranei e quelli interrati, e ricostruendo usi, abitudini e storie.</p>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/porte_contarine.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/porte_contarine_s.jpg" alt="Padova, Porte Contarine" /></a></div>
<p>Le <strong>Porte Contarine</strong> a <a href="http://www.padovanavigazione.it/it/itinerari1.htm"><strong><u>Padova</u></strong></a> a tal proposito sono un caso quanto mai emblematico. Le acque del <strong>Bacchiglione </strong>furono diramate nel <strong>Naviglio Interno</strong> per confluire poi nel <strong>Piovego</strong> proprio alle Porte Contarine, cioâˆšÂ® alla <strong>conca di sollevamento a porte vinciane</strong>, costruita nel 1526, che consentiva alle imbarcazioni di superare il dislivello tra i due corsi d&#8217;acqua. <strong>Il tratto nord del Naviglio interno âˆšÂ® stato perâˆšâ‰¤ tombinato negli anni &#8216;50</strong> e riemerge in questo punto, che aveva grande importanza e una forte carica simbolica, come testimonia la chiesetta ivi presente, e che oggi appare compresso e schiacciato da moderne alte costruzioni e privato dell&#8217;originale funzione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/29/citta-dacqua/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>I paesaggi del commercio</title>
		<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/28/i-paesaggi-del-commercio/</link>
		<comments>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/28/i-paesaggi-del-commercio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 19:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Torcellan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/28/i-paesaggi-del-commercio/</guid>
		<description><![CDATA[Non credo che molti insegnanti includano negli itinerari delle uscite didattiche e delle gite scolastiche la visita di supermercati e centri commerciali, se non come soste logistiche.Si tratta, invece, di emergenze territoriali di fondamentale importanza, da prendere seriamente in considerazione per poter approfondire tematiche di forte interesse sociale, economico ed urbanistico.

Nella struttura comerciale aperta nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che molti insegnanti includano negli itinerari delle uscite didattiche e delle gite scolastiche la visita di supermercati e centri commerciali, se non come soste logistiche.<br />Si tratta, invece, di emergenze territoriali di fondamentale importanza, da prendere seriamente in considerazione per poter approfondire tematiche di forte interesse sociale, economico ed urbanistico.</p>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_04.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_04_s.jpg" /></a></div>
<p>Nella struttura comerciale aperta nel luglio del 2007 nei pressi di Jesolo Centro Storico âˆšÂ® sintomatico anche l&#8217;uso di una piâˆšÏ€ recente denominazione: <a href="http://www.igiardinidijesolo.eu/"><b><u>I Giardini di Jesolo</u></b></a> sono, infatti, indicati come <strong><a href="http://www.igiardinidijesolo.eu/"><u>Parco Commerciale</u></a></strong>. Da luoghi di semplice esercizio del commercio (supermercati, ipermercati, centri commerciali), queste aree periurbane sono progressivamente cresciute nella complessitâˆšâ€  funzionale (e nella rappresentazione simbolica) da generico punto di afflusso per lo shopping ad effettivo spazio insediativo, proponendosi quali piccole cittadelle dove il commercio fa da sfondo ed organizza le attivitâˆšâ€  ricreative e lo sviluppo di relazioni sociali: insomma, si sono evolute da spazi di vendita a luoghi di vita.</p>
<p>I Giardini di Jesolo, progettati dallo Studio &#8220;<a href="http://www.airesmateus.com/"><b><u>Aires Mateus e Associados</u></b></a>&#8220;, costituiscono un effettivo atto di pianificazione territoriale. Essi ridisegnano <strong><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_16.jpg"><u>un&#8217;ansa del corso della Piave Vecchia</u></a></strong> adiacente alla laguna di Venezia (<a href="http://acqueantiche.provincia.venezia.it/schede/vediarea.asp?ID=B02"><u><b>Valle Dragojesolo</b></u></a>) di particolare bellezza paesaggistica: un terrapieno inclinato prosegue la salita dell&#8217;argine elevandone l&#8217;altezza e nascondendo l&#8217;opera grazie ad un manto erboso che prosegue sopra a tutte le coperture. L&#8217;<b>impatto visivo</b> dei grandi volumi degli edifici viene cosâˆšÂ¨ fortemente ridotto in uno sviluppo ad un unica quota, mantenendo l&#8217;orizzontalitâˆšâ€  del territorio e creando una terrazza verde (i giardini appunto) da cui cogliere il panorama a 360Â¬âˆž.</p>
<p>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_06x.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_06_s.jpg" /></a></div>
<p>Il Parco si organizza intorno ad una <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_14.jpg"><strong><u>piazza centrale</u></strong></a> in forma di vera e propria cittâˆšâ€ : ci troviamo di fronte ad una <strong><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_13.jpg"><u>progettazione unitaria di piâˆšÏ€ edifici</u></a></strong> e non ad un unico contenitore architettonico. Gli edifici maggiori prospettano sulla piazza ed emergono di poco dal piano dei &#8220;giardini&#8221;, connotando l&#8217;immagine della struttura proprio con le loro coperture, che riprendono le forme dei fabbricati agricoli: <strong><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_07.jpg"><u>il tetto a capanna e quello a volta</u></a></strong>. <br />Il <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_01.jpg"><strong><u>fronte est</u></strong></a> costituisce visivamente l&#8217;ingresso principale e si sviluppa unitariamente per tutta la larghezza del parco commerciale confermando la percezione di orizzontalitâˆšâ€  dell&#8217;opera in sintonia con il paesaggio della laguna e della campagna circostanti.</p>
<p>Alle questioni estetiche e paesaggistiche si possono poi affiancare riflessioni relative agli <b>impatti</b> sulle acque del fiume, sul controllo della rumorositâˆšâ€ , della luminositâˆšâ€  e della impermeabilizzazione del terreno, ecc. Ovviamente, si pone con grande rilevanza la questione della <b>viabilitâˆšâ€ </b> e del bacino di utenza che apre uno sguardo su un territorio molto piâˆšÏ€ ampio.<br /><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_15.jpg"></a>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_15.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/giardini_jesolo_15_s.jpg" alt="I Giardini di Jesolo, Ipermercato Bennet" /></a></div>
<p>Una simile struttura consente poi di affrontare in maniera mirata le questioni relative alla <b>distribuzione commerciale</b> alla <b>carica simbolica delle merci</b>, ai <b>consumi responsabili e consapevoli</b>, agli impatti sugli <b>stili di vita</b> nella dimensione particolare di un servizio rivolto da un lato ad un territorio agricolo a dall&#8217;altro ad una cittâˆšâ€  di turismo balneare con forte presenza di ospiti europei.</p>
<p>Insomma, quella che ho qui descritto âˆšÂ® una miniera di opportunitâˆšâ€  didattiche che appare ben evidente se si ha la capacitâˆšâ€  di cogliere da un lato l&#8217;unicitâˆšâ€  di un territorio ricchissimo di beni ambientali e culturali da conservare, ma dall&#8217;altro anche <b>la necessitâˆšâ€  di innovare e di riprogettare in forme sostenibili i luoghi e le modalitâˆšâ€  dell&#8217;abitare e del vivere quotidiano</b>. </p>
<p>D&#8217;altro canto, a chi afferma l&#8217;eccesso di grandi strutture commerciali presenti nel Veneto ed in particolare nella provincia di Venezia, va ricordato che, sebbene sia indispensabile riflettere sul conseguente impatto ambientale, sulle distorsioni delle abitudini dei consumatori e sulle trasformazioni delle dinamiche sociali, non âˆšÂ® certo rifiutando per principio la costruzione dei nuovi luoghi (o &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nonluoghi"><u><b>non luoghi</b></u></a>&#8220;) che si migliora la qualitâˆšâ€  della vita.<br />Il Veneto del resto âˆšÂ® sempre stato terra di commercio, crocevia tra nord Europa, Mediterraneo ed Oriente: <b>le grandi strutture commerciali sono una costante della nostra cultura</b>. Venezia nasce su un modello di palazzo châˆšÂ® âˆšÂ®, <i>in primis,</i> una &#8220;<b>casa fondaco</b>&#8220;, fatta per stoccare e vendere a piano terra grandi quantitâˆšâ€  di mercanzie. Quasi tutti i palazzi sul Canal Grande hanno questa struttura o hanno avuto una simile genesi. E sul Canal Grande troviamo, seppur fortemente rimaneggiati e adibiti ad altre funzioni, i grandi fondaci delle comunitâˆšâ€  di mercanti stranieri: il <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/fondaco_tedeschi_02.jpg"><b><u>Fondaco dei Tedeschi</u></b></a> e il <b><u><u><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/fondaco_turchi_00.jpg"><u><b>Fondaco dei Turchi</b></u></a>.</u></u></b><br />Il cuore della Serenissima era in definitiva un grande parco commerciale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/28/i-paesaggi-del-commercio/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Turismo e &#8220;abitanza&#8221;</title>
		<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/28/turismo-e-abitanza-2/</link>
		<comments>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/28/turismo-e-abitanza-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 18:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Torcellan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/28/turismo-e-abitanza-2/</guid>
		<description><![CDATA[Oggi âˆšÂ® quanto mai di moda parlare di cittadinanza a fronte dei movimenti migratori in atto e piâˆšÏ€ in generale del fortissimo aumento della mobilitâˆšâ€  a livello mondiale. Io perâˆšâ‰¤ preferisco usare il neologismo &#8220;abitanza&#8221; perchâˆšÂ® l&#8217;abitare un territorio âˆšÂ® l&#8217;effettiva esperienza che le persone hanno del concetto di cittadinanza.Ho apprezzato molto dunque l&#8217;uscita di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi âˆšÂ® quanto mai di moda parlare di <strong>cittadinanza</strong> a fronte dei movimenti migratori in atto e piâˆšÏ€ in generale del fortissimo aumento della mobilitâˆšâ€  a livello mondiale. Io perâˆšâ‰¤ preferisco usare il neologismo &#8220;<strong>abitanza</strong>&#8221; perchâˆšÂ® l&#8217;abitare un territorio âˆšÂ® l&#8217;effettiva esperienza che le persone hanno del concetto di cittadinanza.<br />Ho apprezzato molto dunque l&#8217;uscita di una nuova guida turistica su Venezia, prima di una collana denominata <strong>My Local Guide</strong>, scritta non da viaggiatori, ma da abitanti. Una serie di indicazioni e di consigli forniti con un <strong>approccio narrativo</strong>, caldo ed accogliente: âˆšÂ® come conoscere degli amici veneziani e farsi guidare da loro alla scoperta della cittâˆšâ€ .<a href="http://www.light-box.it/news.php?count=1&amp;start=1"><br /></a>
<div align="center"><a href="http://www.light-box.it/news.php?count=1&amp;start=1"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/mylocalguide.jpg" alt="My Local Guide. Venezia, Edizioni Light Box, Venezia 2008" /></a>
</div>
<p>Quelli che dunque vengono proposti, pur in presenza anche dei tradizionali apparati (elenco di alberghi, elenco e aperture dei musei, mappe, glossari, ecc.), sono <strong>percorsi dichiaratamente soggettivi</strong>, sui quali si puâˆšâ‰¤ essere o non essere d&#8217;accordo, sui quali si puâˆšâ‰¤ discutere, magari aprendo un blog, come suggeriva Marino Folin, ex rettore dell&#8217;Istituto Universitario di Architettura di Venezia, alla presentazione della Guida presso la Libreria Mondadori di San Marco.<br />Quella che viene stimolata non âˆšÂ® quindi una conoscenza enciclopedica, ma una conoscenza profonda, partecipata che nasce dal tentativo di stabilire una <strong>relazione interpersonale tra abitanti e turisti</strong>. E in questa relazione puâˆšâ‰¤ trasmettersi l&#8217;amore che l&#8217;abitante ha per la propria cittâˆšâ€  e i propri luoghi, promuovendo <strong>comportamenti consapevoli e responsabili</strong>, che da un lato possono appagare il desiderio di conoscenza e di sintonia con la cultura locale e dell&#8217;altro contribuiscono a una fruizione ecologica e sostenibile del territorio.<br />Questa guida non mi sembra dunque l&#8217;ennesima guida su Venezia, ma un&#8217;indicazione di lavoro estremamente interessante per tutto il settore turistico ed in particolare per il turismo scolastico.</p>
<p>I Sentieri Didattici potrebbero sviluppare piâˆšÏ€ ampie e significative opportunitâˆšâ€  di fruizione se acquisissero anche un simile approccio partecipativo alla descrizione dei luoghi, che puâˆšâ‰¤ divenire racconto del vissuto degli allievi: un racconto accogliente per bambini e ragazzi di altri luoghi o una proposta di confronto e scoperta per gli abitanti della comunitâˆšâ€  locale.</p>
<p>(<a href="http://www.light-box.it/news.php?count=1&amp;start=1"><u><b><em>My Local Guide. Venezia, Edizioni Light Box, Venezia 2008</em></b></u></a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/28/turismo-e-abitanza-2/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Isole</title>
		<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/24/isole-4/</link>
		<comments>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/24/isole-4/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 18:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Torcellan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Provincia di Verona]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia di Treviso]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia di Padova]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/24/isole-4/</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;altezza del terreno âˆšÂ® un fatto importante, forse ancor piâˆšÏ€ in pianura che in zone collinari o montane.L&#8217;&#8221;educazione dello sguardo&#8221; deve comprendere anche la capacitâˆšâ€  di cogliere differenze minime che incidono profondamente sulla realtâˆšâ€  locale e sulla sua storia.

Questo rialzo individua la conformazione di un punto fondamentale per lo sviluppo dell&#8217;insediamento umano nella Bassa Veronese: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altezza del terreno âˆšÂ® un fatto importante, forse ancor piâˆšÏ€ in pianura che in zone collinari o montane.<br />L&#8217;&#8221;<b>educazione dello sguardo</b>&#8221; deve comprendere anche la capacitâˆšâ€  di cogliere differenze minime che incidono profondamente sulla realtâˆšâ€  locale e sulla sua storia.<br /><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/bastia_1.jpg"><br /></a>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/bastia_1.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/bastia_0.jpg" alt="Bastia (VR)" /></a></div>
<p>Questo rialzo individua la conformazione di un punto fondamentale per lo sviluppo dell&#8217;insediamento umano nella Bassa Veronese: si tratta di una cosiddetta &#8220;<b>isola</b>&#8220;, ci troviamo del resto nei pressi di una cittadina che si chiama <a href="http://www.csrnet.it/"><b><u>Isola della Scala</u></b></a> (VR).<br />Il termine &#8220;isola&#8221; indica infatti un terreno emergente tra le acque e testimonia della grande instabilitâˆšâ€  del territorio prima dei moderni interventi di bonifica. Il nome di Isola della Scala, che attesta l&#8217;appartenza agli Scaligeri, era del resto in precedenza Isola Cenense, cioâˆšÂ® paludosa.<br />La piccola isola della fotografia âˆšÂ® stato un punto sicuro, rialzato, asciutto in tempi in cui le acque (e il fiume <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adige"><u><b>Adige</b></u></a> in particolare) erano le vere padrone del territorio. Su di essa âˆšÂ® stata edificata nel 1126 la <b><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/bastia_2.jpg"><u>Chiesetta della Bastia</u></a></b>.<br />Oggi i terreni della Bassa Veronese sono bonificati e arricchiti in particolare dalla coltura del <a href="http://www.fieradelriso.it/"><u><b>riso</b></u></a> che si estende su bassi spazi di grandi dimensioni a disegnare <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/villapindemonte.jpg"><b><u>paesaggi dilatati</u></b></a>. Molto si deve perâˆšâ‰¤ a questi <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/bassa_veronese.jpg"><u><b>piccoli luoghi rialzati e asciutti</b></u></a> creati dagli accumuli di torbide fluviali su cui a lungo l&#8217;uomo, tenacemente, riuscâˆšÂ¨ a resistere.<br />Ritroviamo altre volte nel Veneto il toponimo isola: <b>Isola Rizza</b> (VR), <b>Isola Vicentina</b>, <b>Isola di Carturo</b>, oggi <b>Isola </b><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Mantegna"><b><u>Mantegna</u></b></a> (PD) dal nome del famoso pittore qui nato nel 1431.<br />Toponimi e piccoli rilievi: ecco dunque gli indizi per ricostruire la storia di un territorio generato in buona parte dai fiumi.<br /><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/treviso.jpg"><br /></a>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/treviso.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/treviso_0.jpg" alt="Treviso, motta del fiume Sile" /></a></div>
<p>Il metodo vale anche nelle grandi cittâˆšâ€  di pianura. A <b>Treviso</b> sono ben individuabili alcune motte, ben rialzate, create dal fiume <b><a href="http://www.parks.it/parco.fiume.sile/"><u>Sile</u></a></b>, sulle quali sono presenti abitazioni storiche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/24/isole-4/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Alzare lo sguardo</title>
		<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/23/alzare-lo-sguardo/</link>
		<comments>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/23/alzare-lo-sguardo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 20:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Torcellan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Provincia di Vicenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/23/alzare-lo-sguardo/</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; una di quelle cose che facciamo sempre meno, forse perchâˆšÂ© abbiamo costantemente fretta e non ci fermiamo piâˆšÏ€ ad osservare i dettagli di ciâˆšâ‰¤ che ci circonda, ce ne sono troppi e non c&#8217;âˆšÂ® tempo per ciâˆšâ‰¤ che sta fuori dal &#8220;normale&#8221; angolo di vista. Del resto l&#8217;evoluzione ci ha costruito cosâˆšÂ¨, con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una di quelle cose che facciamo sempre meno, forse perchâˆšÂ© abbiamo costantemente fretta e non ci fermiamo piâˆšÏ€ ad osservare i dettagli di ciâˆšâ‰¤ che ci circonda, ce ne sono troppi e non c&#8217;âˆšÂ® tempo per ciâˆšâ‰¤ che sta fuori dal &#8220;normale&#8221; angolo di vista. Del resto l&#8217;evoluzione ci ha costruito cosâˆšÂ¨, con un ampio campo visivo orizzontale e un campo verticale minore, differenza accentuata da una limitata mobilitâˆšâ€  del collo in tale direzione.<br />I giovani, poi, utilizzano oggi  continuamente cellulari, lettori MP3 e altri dispositivi elettronici che li costringono a fissare display dall&#8217;alto verso il basso o a vivere contemporaneamente due realtâˆšâ€ , quella fisica dove si trovano col corpo e quella virtuale verso cui la loro mente si volge attraverso i media.</p>
<p>Per far didattica sul territorio âˆšÂ® necessario dunque operare una vera e propria &#8220;<strong>educazione dello sguardo</strong>&#8220;, fermandosi ad osservare i particolari anche da punti di vista meno esperiti e con traiettorie inusuali. Alzare la testa e guardare con attenzione âˆšÂ® particolarmente utile in cittâˆšâ€ : anche nei punti piâˆšÏ€ alti degli edifici si possono trovare elementi importanti che raccontano storie e ricostruiscono percorsi.</p>
<p>Di esempi se ne possono fare molti: eccone uno.</p>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/da_schio_1.JPG"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/da_schio_2.JPG" alt="Palazzo Da Schio, Schio (VI)" /></a></div>
<p><strong>Palazzo Da Schio</strong> a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schio"><strong><u>Schio</u></strong></a> (VI): al culmine della facciata una scritta ricorda i conti Almerico e Alvise, proprietari del palazzo, datando l&#8217;opera al 1875. Non si tratta di una indicazione di piccolo conto. <a href="http://www.aerostati.it/almericodaschio.htm"><u><b>Almerico Da Schio</b></u></a> ha un merito importante, quello di essere riuscito, primo in Italia, a far volare, il 17 giugno 1905, nei pressi della fattoria Caussa (Schio), un dirigibile (l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aeronave_Italia"><u><b>Aeronave Italia</b></u></a>). Umanista e scienziato insigne partecipâˆšâ‰¤ attivamente alla vita pubblica, progettando e realizzando tra l&#8217;altro tecniche innovative per la costruzione e la gestione degli acquedotti di Vicenza e di Schio.<br />Il conte <strong>Alvise</strong> ci ricorda un&#8217;altro luogo veneto di particolare interesse, <strong>Costozza</strong> (VI): qui un&#8217;attivitâˆšâ€  storica di cava, fin dai tempi degli degli Etruschi e dei Romani ha prodotto un sistema di grotte e cunicoli (<a href="http://www.vicenzanews.it/a_155_IT_584_9.html"><u><b><i>covoli</i></b></u></a>) sul cui sbocco sono state costruite <a href="http://www.costozza-villadaschio.it/ita/index.htm"><u><b>ville</b></u></a> di grande interesse, tra cui quella appunto dei conti Da Schio. Esse sfruttano tale dispositivo di aereazione, refrigerazione e climatizzazione, che rende i locali che danno accesso alle gallerie piâˆšÏ€ caldi in inverno e piâˆšÏ€ freschi in estate, rispetto all&#8217;ambiente esterno. Alvise ha il merito di un&#8217;altra primogenitura: quella della coltivazione industriale dei <strong>funghi commestibili</strong>: un innovazione che fu permessa proprio dall&#8217;ambiente favorevole delle grotte. Le fungaie sono attive ancora oggi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/23/alzare-lo-sguardo/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Silenzi</title>
		<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/21/silenzi/</link>
		<comments>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/21/silenzi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 16:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Torcellan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/21/silenzi/</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;essenza della bellezza si apprezza appieno solo nei contrasti. Il suono di un orologio che batte l&#8217;ora esiste solo grazie al silenzio che l&#8217;ha preceduto. La musica âˆšÂ® intessuta per metâˆšâ€  di silenzi e per metâˆšâ€  di suoni.&#8221;
(Joe Simpson, Il richiamo del silenzio, Milano, Mondadori, 2002)
&#8220;&#8230; di fronte ai paesaggi della post-modernitâˆšâ€  - i paesaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>L&#8217;essenza della bellezza si apprezza appieno solo nei contrasti. Il suono di un orologio che batte l&#8217;ora esiste solo grazie al silenzio che l&#8217;ha preceduto. La musica âˆšÂ® intessuta per metâˆšâ€  di silenzi e per metâˆšâ€  di suoni.</em>&#8221;<br />
(Joe Simpson, <em><strong><a href="http://www.intraisass.it/rec38.htm"><u>Il richiamo del silenzio</a></strong></em></u>, Milano, Mondadori, 2002)</p>
<p>&#8220;<em>&#8230; di fronte ai paesaggi della post-modernitâˆšâ€  - i paesaggi dell&#8217;urbanesimo dilagante, della mobilitâˆšâ€  continua, della Megamacchina asordante - si avverte come l&#8217;uomo bruci non solo energia per produrre rumore, per affogare nel rumore le sue disperazioni, ma anche illusoriamente voglioso di costruire un paesaggio sempre piâˆšÏ€ alla sua misura: in opposizione ai paesaggi naturali che nella loro disperante fissitâˆšâ€  gli sembrano nemici o poco consoni al suo modo di vivere.</em>&#8221;<br />
(Eugenio Turri, <em><strong><a href="http://www.libroco.it/cgi-bin/dettaglio.cgi/codiceweb=36658585581987/web=map"><u>Il paesaggio e il silenzio</u></a></strong></em>, Venezia, Marsilio, 2004)<a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/tessera_2.jpg"><br />
</a>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/tessera_2.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/tessera_1.jpg" alt="Campanile di Tessera, Venezia-Mestre" /></a>
</div>
<div align="center"><i>Chiesa e torre campanaria di Sant&#8217;Elena a Tessera, Venezia-Mestre<br />
</i>
</div>
<p>Domenica 20 gennaio 2008, il gruppo della &#8220;<strong><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2007/11/29/la-viandanza/"><u>Viandanza</u></a></strong>&#8221; si âˆšÂ® inoltrato nella gronda della laguna di Venezia e nel litorale piâˆšÏ€ a nord. Un itinerario compreso tra due campanili a pianta circolare, quello di <a href="http://www2.comune.venezia.it/bibliotecafavaro/tessera.asp"><u><b>Tessera</b></u></a> e quello di <a href="http://www.caorle.com/duomo/campanil.html"><u><b>Caorle</b></u></a>.<br />
Il campanile, segno fondamentale dell&#8217;identitâˆšâ€  veneta, elemento di appartenenza ad una specifica comunitâˆšâ€  locale, spesso mortificato dalla metonimia negativa della chiusura nella dimensione egoista del piccolo paese. In realtâˆšâ€ , ricorda Eugenio Turri, alla campana per lungo tempo âˆšÂ® stato demandato il compito di mantenere i legami societari indicando le scadenze delle azioni quotidiane a chi lavorava nei campi. Strumento di unione e al contempo di preghiera il suono della campana, connotando lo scorrere del tempo, si âˆšÂ® imposta come voce del paesaggio, espressione profonda del legame con i luoghi proprio dell&#8217;abitante. Il suono della &#8220;<strong><a href="http://digilander.libero.it/orseolo/musica/CampanaMarangona.mp3"><u>Marangona</u></a></strong>&#8220;, la campana principale del Campanile di San Marco, restituisce ai veneziani il senso rassicurante dell&#8217;<i>Heimat </i>forse ancor piâˆšÏ€ della vista della Piazza e del Bacino.<br />
I campanili cilindrici costituiscono poi un richiamo ancor piâˆšÏ€ forte all&#8217;identitâˆšâ€  di una terra di confine con un Oriente vicino e con un Oriente piâˆšÏ€ lontano in cui torri e minareti sono elementi di forte caratterizzazione del territorio. E dall&#8217;Oriente il Veneto recupera un suono di campane che âˆšÂ® voce dell&#8217;anima, scorrere del tempo, lento, meditativo, fatto di lunghi silenzi rotti a tratti dai suoni della natura.<a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/mure_2.jpg"><br />
</a>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/mure_2.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/mure_1.jpg" /></a><br />
<i>Area archeologica &#8220;<a href="http://acqueantiche.provincia.venezia.it/schede/vediarea.asp?ID=B10"><u><b>Le Mure</b></u></a>&#8220;, Jesolo (VE)</i>
</div>
<p>Nei larghi spazi della laguna di Venezia o nei litorali che si estendono a nord inoltrandosi nel Friuli âˆšÂ® ancora possibile oggi fare l&#8217;esperienza del silenzio, soprattutto in inverno quando le cittâˆšâ€  del &#8220;distretto del piacere&#8221; (Aldo Bonomi, <em><strong><a href="http://www.rassegna.it/2001/attualita/gennaio-giugno/piacere.htm"><u>Il distretto del piacere</u></a></strong></em>, Bollati Boringhieri, Milano, 2000) tacciono. Forse nelle aree archeologiche la vista delle rovine del passato, sgombrato il campo da luoghi comuni romantici, aiuta a percepire nei suoni naturali, sommessi, interrotti, lontani, lo scorrere del tempo degli ecosistemi in cui viviamo e agiamo la nostra Storia, cercando presuntuosamente di fissare negli artefatti l&#8217;eternitâˆšâ€ .<br />
E&#8217; un&#8217;esperienza formativa eccezionale per i giovani cosâˆšÂ¨ implosi nel presente dalla velocitâˆšâ€  della vita, dalla massa delle informazioni visive e sonore che bombarda le menti, divenendo rumore assordante: significa recuperare la percezione dei tempi naturali, sviluppare la capacitâˆšâ€  di relazionarsi all&#8217;ambiente, cogliendo il passato e dando al presente il senso della progettazione del futuro.<br />
Nelle escursioni didattiche bisogna dunque anche rompere la &#8220;frenesia informativa&#8221;, il sovraccarico di contenuti, tacitare il ritornello &#8220;<em>non c&#8217;âˆšÂ® tempo</em>&#8221; che affligge le nostre scuole, far spegnere cellulari ed MP3, fermarsi in punti topici ad ascoltare la voce del silenzio e il respiro del paesaggio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/21/silenzi/feed/</wfw:commentRss>
<enclosure url="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/campanamarangona.mp3" length="0" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://digilander.libero.it/orseolo/musica/CampanaMarangona.mp3" length="718988" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="http://xoomer.alice.it/f.torcellan/musica/CampanaMarangona.mp3" length="718988" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Paesaggi elettrici</title>
		<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/19/paesaggi-elettrici/</link>
		<comments>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/19/paesaggi-elettrici/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 11:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Torcellan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Provincia di Belluno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/19/paesaggi-elettrici/</guid>
		<description><![CDATA[Le infrastrutture costituiscono uno dei principali elementi che danno forma al territorio. Nel Veneto le acque, oltre ad essere per molti secoli le principali e spesso uniche vie di comunicazione, hanno da sempre fornito lâ€šÃ„Ã´energia necessaria alle attivitâˆšâ€  umane. Prima la ruotaidraulica e poi la turbina sono state le grandi protagoniste dello sviluppo industriale ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le infrastrutture costituiscono uno dei principali elementi che danno forma al territorio. Nel Veneto le acque, oltre ad essere per molti secoli le principali e spesso uniche vie di comunicazione, hanno da sempre fornito lâ€šÃ„Ã´energia necessaria alle attivitâˆšâ€  umane. Prima la ruotaidraulica e poi la <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/soverzene_9.jpg"><u><b>turbina</b></u></a> sono state le grandi protagoniste dello sviluppo industriale ed economico.</p>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/soverzene_6.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/soverzene_0.jpg" /></a></div>
<p>Gli anni â€šÃ„Ã²50 e â€šÃ„Ã²60 hanno visto la realizzazione di uno dei sistemi idroelettrici piâˆšÏ€ complessi al mondo: il <a href="http://www.progettodighe.it/sfruttamento/impiantopiave.html"><u><b>Piave - Boite - Mae - Vajont</b></u></a>. E lo sfruttamento della forza delle acque âˆšÂ® stato intenso anche nel vicino Friuli.<br /><a href="http://www.progettodighe.it/reale/mappa.html"><b><u>Un territorio estremamente ampio</u></b></a> ha subito enormi trasformazioni non solo fisiche, ma anche sociali ed economiche. Le ricadute sono state rilevanti per lo sviluppo economico di tutto il Paese.<br />Eâ€šÃ„Ã´ una storia di grandi progetti e realizzazioni, ma anche di impatti ambientali durissimi e di lutti: tutti ricordano lâ€šÃ„Ã´immane tragedia della <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/vajont_2.jpg"><u><b>frana del Vajont</b></u></a>, ma molti interventi hanno avuto le proprie vittime. <br />Nella costruzione della <a href="http://www.youtube.com/watch?v=wcI5MKZcTYw"><u><b>Centrale â€šÃ„ÃºAchille Gaggiaâ€šÃ„Ã¹ a Soverzene (BL)</b></u></a> (famosa per essere realizzata in caverna, per la qualitâˆšâ€  estetica del manufatto ed in particolare per gli affreschi allegorici â€šÃ„Ãºneo-tiepoleschiâ€šÃ„Ã¹ di <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/soverzene_3.jpg"><b><u>Walter Resentera</u></b></a>) sono morti durante lo scavo ben 53 minatori e molti morirono successivamente a causa dellâ€šÃ„Ã´inalazione dei gas delle mine.<a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/soverzene_10.jpg"><br /></a>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/soverzene_10.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/soverzene_11.jpg" /></a></div>
<p>I Sentieri Didattici possono seguire qui i corsi dâ€šÃ„Ã´acqua, individuando i bacini e dove essi scompaiono nel cuore della montagna scendendo nelle condotte forzate fino a far girare le turbine delle centrali. Ma possono anche seguire i racconti di speranza, di lavoro, di ingegno, ma anche di morte di chi ha vissuto le trasformazioni attuate.<br />Mirabile la ricostruzione della storia del disastro del Vajont fatta da Marco Paolini in &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=OUe2-APrVds"><u><b>Vajont, 9 ottobre 1963</b></u></a>&#8220;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/19/paesaggi-elettrici/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Panorami</title>
		<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/17/panorami/</link>
		<comments>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/17/panorami/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 21:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Torcellan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/17/panorami/</guid>
		<description><![CDATA[Guardare lontano, cercare di abbracciare tutto il territorio, venir limitati nello sguardo solo dall&#8217;orizzonte: il panorama si afferma nella pittura alla fine del &#8216;700, proponendo un coinvolgimento illusionistico in una rappresentazione di grande fedeltâˆšâ€  nella descrizione dei particolari e nella coincidenza tra campo visivo e immagine dipinta.

Torcello, Laguna di Venezia - vista dal campanile della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardare lontano, cercare di abbracciare tutto il territorio, venir limitati nello sguardo solo dall&#8217;orizzonte: il panorama si afferma nella pittura alla fine del &#8216;700, proponendo un coinvolgimento illusionistico in una rappresentazione di grande fedeltâˆšâ€  nella descrizione dei particolari e nella coincidenza tra campo visivo e immagine dipinta.</p>
<p><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/torcello_2.jpg"></a>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/torcello_2.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/torcello_1.jpg" alt="Laguna di Venezia, vista dal campanile della Cattedrale di Torcello" /></a><em><br />Torcello, Laguna di Venezia - vista dal campanile della cattedrale</em></div>
<p>Osservare il territorio da un punto di vista panoramico corrisponde ad una voglia di scoprire (e di controllare) il mondo che tutti abbiamo dentro.<br />E tutti appena possibile saliamo su un colle, su una torre, su un campanile, o ci soffermiamo&nbsp; in un punto in cui la visione diviene ampia e non ostacolata da edifici o alberature. Qui, se la giornata âˆšÂ® limpida, possiamo misurare la nostra capacitâˆšâ€  di osservare e possiamo anche far scattare la nostra immaginazione, ricostruendo immagini e forme dettate dalla nostra sensibilitâˆšâ€  e dai nostri sogni.</p>
<p>Vedere tutto e selezionare solo alcuni elementi, ricostruire la propria mappa, saper cogliere l&#8217;essenziale. In certi momenti della giornata questa operazione âˆšÂ® facilitata: la luce diventa radente e secca, nasconde i dettagli e mostra le linee del disegno del territorio e come esso si stagli contro il cielo (skyline). Ecco allora emergere con chiarezza gli elementi formali della sua identitâˆšâ€ .<br /><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/san_michele_2.jpg"></p>
<p></a>
<div align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/san_michele_2.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/san_michele_1.jpg" alt="Venezia, San Michele in Isola" /></a><em></em><em><br />Venezia, San Michele in Isola - Chiesa di Mauro Codussi</em></div>
<p>Venezia, ad esempio, mostra con chiarezza il suo sviluppo legato all&#8217;orizzontalitâˆšâ€  dell&#8217;ambiente lagunare; risaltano allora i campanili, torri di avvistamento di nemici o di navi mercantili provenienti da Oriente, un Oriente ben evidente nelle coperture a cupola delle chiese e nei frontoni arrotondati di quelle del <a href="http://www.tamtamtravel.com/personaggio.php?personaggio=40"><strong><u>Codussi</u></strong></a> che le richiamano, sostituendo i timpani triangolari tipici del Rinascimento toscano.</p>
<p>I Sentieri Didattici dovrebbero indicare anche i punti panoramici degli itinerari dai quali poter praticare una lettura dei dettagli e, al contempo, la ricostruzione di una sintesi dell&#8217;identitâˆšâ€  locale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/17/panorami/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Venezia industriale</title>
		<link>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/17/venezia-industriale/</link>
		<comments>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/17/venezia-industriale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 15:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Torcellan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/17/venezia-industriale/</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;innovazione tecnologica âˆšÂ® una caratteristica non solo del presente, ma anche della storia del Veneto. Un patrimonio di beni culturali di grande quantitâˆšâ€  e qualitâˆšâ€  estetica tende perâˆšâ‰¤ spesso a nascondere questa dimensione anche quando le sue manifestazioni sono macroscopiche.
CosâˆšÂ¨ esiste una Venezia industriale, intimamente connessa ai luoghi della rappresentazione e della gestione del potere; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;innovazione tecnologica âˆšÂ® una caratteristica non solo del presente, ma anche della storia del Veneto. Un patrimonio di beni culturali di grande quantitâˆšâ€  e qualitâˆšâ€  estetica tende perâˆšâ‰¤ spesso a nascondere questa dimensione anche quando le sue manifestazioni sono macroscopiche.<br />
CosâˆšÂ¨ esiste una Venezia industriale, intimamente connessa ai luoghi della rappresentazione e della gestione del potere; essa risale alle origini stesse della Serenissima: l&#8217;<strong><a href="http://www.dse.unive.it/storia/Arsenale.htm"><u>Arsenale</u></a> </strong>non âˆšÂ® solo un insieme di edifici di pregio artistico, âˆšÂ® anche la memoria di un&#8217;organizzazione della produzione talmente innovativa che diverrâˆšâ€  realtâˆšâ€  mondiale solo molti secoli dopo.<br />
Quella che Dante  descrive nel  XXI  Canto dell&#8217;Inferno della Commedia, altro non âˆšÂ® che una catena di montaggio.</p>
<p align="center">&#8220;<em>Quale nell&#8217;arzanâˆšâ€  de&#8217; Viniziani<br />
bolle l&#8217;inverno la tenace pece<br />
a rimpalmare i legni lor non sani,</em></p>
<p align="center"><em>châˆšÂ© navicar non ponno - in quella vece<br />
chi fa suo legno nuovo e chi ristoppa<br />
le coste a quel che piâˆšÏ€ viaggi fece;</em></p>
<p align="center"><em>chi ribatte da proda e chi da poppa;<br />
altri fa remi e altri volge sarte;<br />
chi terzeruolo e artimon rintoppa -;</em></p>
<p align="center"><em>tal, non per foco ma per divin&#8217; arte,<br />
bollia lâˆšâ€  giuso una pegola spessa,<br />
che &#8216;nviscava la ripa d&#8217;ogne parte.</em>&#8221;</p>
<p align="center">(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXI, vv. 7-18)</p>
<p>Se Ford riuscâˆšÂ¨ nel XX secolo a ridurre a solo un&#8217;ora i tempi di produzione di una autovettura, i veneziani nel maggio del 1571, nell&#8217;imminenza della battaglia di Lepanto, riuscirono a realizzare praticamente una galea al giorno.</p>
<p align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/arsenale_2.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/arsenale_1.jpg" alt="Arsenale di Venezia, Gaggiandre e Gru Armstrong" /></a></p>
<p>L&#8217;Arsenale, vera potenza di Venezia, spesso non âˆšÂ® compreso negli itinerari turistici, anche perchâˆšÂ© accedervi non âˆšÂ® propriamente semplice a causa del permanere della servitâˆšÏ€ militare. L&#8217;apertura a manifestazioni, mostre ed eventi (in particolare, alle iniziative di La Biennale) ha perâˆšâ‰¤ iniziato un processo di riappropriazione da parte degli abitanti di quello che âˆšÂ®  complessivamente ben un quinto del territorio della cittâˆšâ€ .</p>
<p>Altra manifestazione macroscopica della vocazione industriale di Venezia âˆšÂ® l&#8217;intera <strong><a href="http://www.vetrodimurano.org/"><u>isola di Murano</u></a></strong>: si tratta del primo atto di zooning, di creazione di una zona industriale della storia: qui infatti la Serenissima decentrâˆšâ‰¤ le  industrie vetrarie che  costituivano per il centro storico un forte  pericolo  di propagazione di incendi.</p>
<p><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/stuky_2.jpg"><br />
</a></p>
<p align="center"><a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/stuky_2.jpg"><img src="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/stuky_1.jpg" alt="Mulino Stuky" /></a></p>
<p>La grande fabbrica del <a href="http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/files/2008/01/molinostuky.jpg"><u><strong>Mulino Stuky</strong></u></a> ricorda poi l&#8217;esistenza di un vero e proprio progetto di Venezia come grande cittâˆšâ€  portuale e industriale  praticato da imprenditori austriaci dalla metâˆšâ€  dell&#8217; &#8216;800 e abbandonato con l&#8217;edificazione della prima zona industriale di Porto Marghera.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sentierididattici.scuoleinrete.net/wpmu/tutor/2008/01/17/venezia-industriale/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
