Tra Storia e innovazione
Guardare al passato per costruire il futuro: la vitalitàdel Veneto è racchiusa in questo principio che individua il paesaggio non come insieme di forme estetizzanti, ma come capacitàdi riconoscere nella propria Storia elementi di continuitàin una complessiva dimensione innovativa. Paesaggio come progetto.
E’ un principio che non viene urlato, ma praticato con discrezione, quotidianitàe minimalismo. Non porta a grandi realizzazioni scenografiche, ma a piccoli e preziosi interventi in luoghi un po’ discosti dalle grandi e ben note mete turistiche e urbane.
Ecco allora, così, un po’ a caso, solo per breve citazione, tre esempi.
Il “palazzone” di Piazza dei Rorai a Cavarzere (Cappai e Mainardis, 1983 - 1990) che propone, con la sua volta a carena di nave, innovazione, richiamando esplicitamente le “fabbriche di città” della Basilica Palladiana a Vicenza e del Palazzo della Ragione a Padova, dove l’acqua si fa geometria nella fontana riproponendo, in qualche misura, il controllo dei fiumi operato dalla Serenissima, evidente nel vicino argine a muraglione che contiene le piene dell’Adige.
Le “Bolle” di Massimgliano Fuksas (2004), realizzate per il centro di ricerca delle Distillerie Nardini a Bassano, che rivisitano forme antiche di alambicchi e colonne di distillazione di uno dei prodotti pi√π tipici, la grappa, in avveniristiche costruzioni che si elevano a “distillare” il senso del paesaggio pedemontano che da esse si può cogliere.
La “Judeca Nova” disegnata da Cino Zucchi (1997 - 2002), recupero degli ex Cantieri Junghans, alla Giudecca a Venezia: qui le sperimentazioni linguistiche del moderno sull’immagine degli edifici (ora destinati ad abitazione) alludono in maniera distaccata, senza mai scendere nel pittoresco, a precisi elementi di “venezianità“: l’asimmetria delle finestre, il portico, il rapporto tra calli, canali e campielli, le strutture a castello delle costruzioni dei pescatori e delle gru, ecc.
I Sentieri Didattici dovrebbero proporre lo stesso tipo di percorso, senza rinchiudersi nel passato, ma scoprendo, nel corso della storia, la continua volontàdei Veneti di progettare il futuro e di decidere ancor oggi le trasformazioni da imprimere nel paesaggio.


