Verifica dell’itinerario
Attori guida: classi 4^A - 4^ B, 2^A- 2^B
Gruppo di verifica: classe V tempo pieno
IL PERCORSO A PIEDI¬â€
Inizia la nostra escursione.Usciamo dalla scuola e attraversiamo Piazzale Salvatore Todaro.
Nella Piazzetta osserviamo la targa che ricorda il valoroso comandante che si è distinto durante la II Guerra Mondiale. Vicinissima a Piazzetta Todaro, troviamo Piazzetta A. e D. Ballarin: i due fratelli periti insieme alla loro squadra di calcio - il grande Torino - nella tragedia di Superga nel 1940.In essa si affaccia la Chiesa di S. Martino, chiamata “el domo” dagli abitanti locali, risalente alla fine dell’800.¬â€
Camminiamo lungo la stretta Calle del Traghetto e raggiungiamo il campo omonimo.Percorriamo la riva lungo il canale del Lusenzo osservando le fondamenta rialzate da poco tempo per tamponare il fenomeno dell’acqua alta.Lungo la riva sono ormeggiati numerosi pescherecci attrezzati alla pesca delle vongole.¬â€
Osserviamo l’Isola del Buon Castello dove, raggiungibile solo con la barca, c’è un vecchio “squero” per la riparazione di piccole imbarcazioni.
Dalla riva vediamo in lontananza il forte di San Felice. Sostiamo davanti al “Capitello dei Netti”, un tempo luogo di culto soprattutto per le famiglie dei pescatori. Percorriamo una delle tipiche “calli” osservando che diventano sempre meno lunghe procedendo da Sud verso Nord.
Proseguiamo lungo il “marciapìe” (marciapiede), l’antica riva del Lusenzo e arriviamo a Campo Cannoni. Ai primi del’900 veniva usato come campo di esercitazione dei militari. Sulla riva venivano sbarcati i pezzi di cannone e le munizioni da inviare al Forte Penzo, un fortino antiaereo distante poche centinaia di metri.  L’itinerario tracciato ci porta verso la diga.Percorriamo l’ultimo tratto della via protetta dagli antichi “Murazzi”, fatti costruire alla fine del ‘700 dalla Serenissima.
Saliti sulla diga, osserviamo la bocca di porto di Chioggia e il Forte di San Felice da questa prospettiva.¬†¬†¬†¬†¬†¬â€
Ci spostiamo verso Est, verso il mare: ci rendiamo conto che in poco meno di cento anni, il Mare Adriatico si è notevolmente “ ritirato”dalla nostra costa. Viale Trieste, la via che stiamo percorrendo, era infatti negli anni 1940 – 1950, il nostro lungomare. Ora esso dista alcune centinaia di metri.¬â€
Il Mare Adriatico è davanti a noi. Raggiungiamo la battigia: ci fermiamo a guardare e a raccogliere conchiglie: abbiamo raggiunto il punto di arrivo del nostro percorso.¬†¬â€
PERCORSO ALTERNATIVO ED INTEGRATIVO
Sottomarina vista dal “bragozzo‚Äù¬†¬†¬â€
In alternativa, o combinato al percorso a piedi, proponiamo una breve escursione in “bragozzo”, la tipica e antica imbarcazione per la pesca in laguna.¬â€
L’attracco del bragozzo Ulisse è all’Isola dell’Unione,il “ponte” sulla Laguna interna del Lusenzo, tra Sottomarina e Chioggia.
Saliamo sull’imbarcazione aiutati dal comandante Marco: lui ha trasformato l’antico peschereccio da laguna in un mezzo adatto alle escursioni turistiche.
Via acqua, ci avviciniamo al Campo Traghetto: la prospettiva è diversa e sicuramente molto interessante.¬â€
Percorriamo il canale navigabile segnalato dalle “bricole” e osserviamo su una di esse il piccolo “capitello” che da sempre protegge i pescatori.Sulla riva, lungo le fondamenta, sono ormeggiate barche di diverso cabotaggio e funzione: pescherecci per la pesca alle vongole, per la pesca d’altura e in laguna.¬â€
Passiamo a fianco dell’Isola del Buon Castello e ad uno degli ultimi “squeri” ancora attivi.
Di fronte a noi , ben visibile in tutta la loro originalità, vediamo il Capitello dei Netti e le tipiche case a campanile della zona di “Marina Vecia”.¬†¬â€
Il bragozzo ci permette di vedere la darsena e constatare che sono davvero tante le barche da diporto ormeggiate.¬†¬â€
Dalla laguna, a bordo dell’Ulisse, possiamo osservare che il forte di San Felice ha la forma di una stella a cinque punte: caratteristica di tutte le fortezze Veneziane presenti nell’Adriatico.Il portale del forte, si presenta imponente e maestoso.¬â€
Arriviamo alla “bocca di porto”, il canale delineato da dighe che collega la laguna al mare: cambia il colore dell’acqua e la corrente si fa più forte.
Il comandante Marco vira e torna alle calme acque lagunari. Allunga la via del rientro e costeggia le fondamenta di Chioggia, permettendoci di osservare l’isola di San Domenico e gli “squeri”.¬â€
Il viaggio in barca finisce qui. Torniamo al punto di attracco: il percorso via acqua è durato circa un’ora e mezza.¬†¬†¬†¬â€